![]() SOCIETA' VALSESIANA PESCATORI SPORTIVI Via Durio, 22/A - 13019 Varallo Sesia Tel. e Fax. 0163/52093 Servizio Vigilanza tel. 347/8634835 Sito: http://svps.valsesiaeur.it LA SEDE DELLA SOCIETA' E' APERTA martedì e sabato dalle 9.00 alle 12.00, giovedì dalle 15.00 alle 18.00 CARTOGRAFIA E REGOLAMENTO La culla della pesca a mosca (da www.scopello.com) La Valsesia potrà non esser ancora conosciuta e apprezzata fino in fondo per molti aspetti; certamente però è ben nota, per le caratteristiche del suo fiume principale e dei suoi affluenti, fra i praticanti della pesca sportiva a livello nazionale ed internazionale. Non è luogo comune sostenere che la Valsesia sia la "culla della pesca a mosca" considerando la notorietà in tutto il mondo della "mosca valsesiana" e quel modo particolare di pescare che sembra riferirsi solo ed unicamente in senso storico, a questa pescosa vallata. Sul territorio esistono riserve paradisiache, sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello della consistenza del pescato. Infatti le specie ittiche pescate sono considerate dai pescatori di grande pregio; quelle più considerate e ricercate sono il temolo dalla "pinna blu" e le trote marmorate, entrambe protette da norme particolari di tutela ittica; ma non sono di meno per qualità e prelibatezza, trote fario, iridea, i salmerini di monte e alpini. Per il temolo esiste addirittura l'associazione nazionale,"Thimallus" che ne salvaguarda la specie. Il temolo ha un profumo
particolare: anziché essere inodore o sapere vagamente di pesce come la
trota sprigiona aroma di timo selvatico; questo pesce possiede una pinna
dorsale allungata e una coda che assumono delle colorazioni di un blu
intenso.La pesca valsesiana segue l'evolversi delle stagioni e le fioriture naturali della vegetazione; in primavera, il periodo più redditizio, si svolge solitamente nella parte inferiore del fiume e degli affluenti; verso la bella stagione è possibile e raccomandabile salire verso le testate delle valli, in zone sempre più verdi, fino ai laghi alpini oltre i 2000 metri. Si può pescare fino a fine settembre, per poi chiudere in autunno quando le specie ittiche si preparano alla riproduzione. Una gratificazione speciale per il pescatore è poi lo scenario in cui egli svolge la sua pratica paziente e scientifica allo stesso tempo; infatti la natura che sorge ai bordi dei torrenti alti è davvero scenografica e suggestiva: l'alternarsi di radure verdissime, di zone pianeggianti di facile percorso, sovrastante da ripide gole, lo snodo delle acque e la sua conformazione, la cristallina purezza
che spesso consente di vedere il pesce a grande distanza sono tutti elementi
a profitto della pesca valsesiana, di certo non unici nell'arco dei territori
alpini, ma qui delineati in un profilo di classicità assoluta.Se si pensa che il bacino geografico disponibile è vastissimo e tanto differente nel proprio paesaggio si può capire il pregio di svolgere questo sport in questa zona: dalle quote più basse e tranquille del Sesia, con ampi spazi e aperti tratti di largo fiume, a quelle medie ancora ben coltivate e ingentilite da faggeti e castagneti, per raggiungere via via gli alpeggi attorno ai 2500 metri di altitudine, a fronte se non a contatto di montagne perennemente imbiancate di neve. Il più antico documento nel quale sono contenute norme che disciplinano l'esercizio della pesca in Valsesia risale, con gli Statuti della Valsesia, al 1478. Esistevano, anticamente associazioni consortili di pescatori, come sembrano attestare rudimentali strutture di incubazione esistenti in alcune località valligiane come Sabbia, Rimella, Locarno. A governare oggi questo patrimonio incommensurabile è la Società Valsesiana Pescatori Sportivi, organo tutelare della pesca valsesiana aderente al Coni/Fipsas,. A questa società, sempre attivissima, diligente e attenta alla vita del fiume, si deve la notorietà mondiale della pesca locale. Nata come associazione nel 1946 ebbe, nello stesso anno, la concessione delle acque già appartenenti al Consorzio di tutela della pesca per Piemonte e Liguria. La SVPS ha un consiglio direttivo rinnovabile ogni tre anni composto dal presidente (dal 1985 tale carica è ricoperta con competenza e passione da Arturo Pugno) e da otto consiglieri che svolgono mansioni specifiche. Il compito della società è la gestione di tutte le acque pubbliche della Valsesia, dalle origini fino alla diga di Quarona; qualcosa come 300 chilometri totali di fiumi, torrenti, riali, canali oltre a venti laghi alpini d'alta quota che vengono tutti regolarmente ripopolati con fauna ittica di pregio. All'interno di questa grande area vi sono tratti turistici che vengono ripopolati con trote adulte, a Scopello sul Sesia, a Carcoforo sull'Egua, a Varallo sul torrente Mastallone e Rimasco sul Lago; vi è un tratto "catch and release" (cattura e rilascia) di circa sette chilometri compreso tra Piode e Campertogno; tre riserve turistiche di soci - sostenitori, otto zone di ripopolamento per comprensivi cinque chilometri, dove ovviamente è vietata la pesca. Per gestire
adeguatamente tutto questo, la SVPS dispone di un moderno incubatoio in
località Locarno di Varallo in grado di produrre fino a cinque milioni
di avanotti di trote fario, fario selvatiche, iridea, marmorata e salmerino
che vengono poi accresciuti fino al momento della semina nelle vasche
dell'allevamento.La società è costantemente al lavoro per migliorare e adeguare la propria attività alle necessità attuali; è prevista la realizzazione di un ambiente all'interno dell'area di allevamento, destinato alla riproduzione e allo studio della trota marmorata, specie indigena del Sesia, sempre ricercatissima e apprezzata sia dai pescatori sia sulla tavola dei ristoranti valsesiani che la cucinano in vari prelibati modi. Alle varie attività attendono sette guardie stipendiate, che si occupano di tutte le attività relative alla gestione della pesca, come la vigilanza delle acque e la sua fruizione, delle semine, dei recuperi. La Società può contare sulla collaborazione preziosa di circa una quarantina di responsabili di zona. Circa 1.500 sono soci tesserati a questa realtà societaria valsesiana, utile e viva tanto come l'acqua del suo fiume. E di tanta vitalità vi è confermata nella media delle presenze giornaliere armate di canna e di lenza, che varia ogni anno e che può raggiungere anche le 40.000 unità. La tradizionale e celeberrima "pesca a mosca alla valsesiana", della cui origine, come detto, esistono testimonianze che si perdono nella notte dei tempi, è praticata a canna fissa, che un tempo era scelta fra i migliori esemplari di canna dolce, si pratica con una lenza conica intrecciata, di crine di cavallo. ![]() La tipicità della "mosca valsesiana", non consiste nell'imitazione dell'insetto bensì in un'interpretazione della sua vivacità in acqua. Questa pratica locale nacque probabilmente per la pesca al temolo e si diffuse poi sempre di più, forse in contemporaneità storica in alcuni corsi d'acqua europei, per lo più inglesi, che assommano caratteristiche sia ambientali sia di pescosità simili al Sesia. Questa specialità è considerata simpaticamente fra i pescatori valsesiani (ma non soltanto) "universitaria", proprio per il modo scientifico di presentare l'esca e per la tecnica espertissima necessaria al pescatore, nonché per la soddisfazione che ne deriva se praticata nei tempi e nei luoghi giusti. Lo sport ittico quindi risulta esaltato da tanta cultura, da così generoso impegno di pratica e da un quadro ambientale simile. Il lavoro societario sembra essere più attento alla reale tutela delle sue acque che non ai grandi appuntamenti sportivi. Dal 1994 infatti, anno in cui si svolse con successo sul Sesia la seconda
edizione del " Campionato del Mondo di pesca alla trota con lenza a fondo",
la società organizza solo saltuariamente manifestazioni sportive di pesca,
poiché per le acque e per la fauna ittica le stesse costituiscono sempre
un impatto pesante da sopportare.Fanno eccezione i Campionati di eccellenza e un annuale trofeo intitolato a Firmino Orgiazzi, già campione mondiale valsesiano di pesca a mosca. La SVPS svolge inoltre attività di insegnamento della pesca ai più giovani, anche in collaborazione con le scuole, affinché imparino ad amare questo sport, collegandolo ad una profonda educazione e rispetto per l'ambiente che lo circonda. ma niente di più in campo sportivo competitivo, tanta è già la soddisfazione di vedere ogni anno sempre più frequentati i corsi d'acqua del territorio da parte di frotte di pescatori competenti, provenienti dalle più diverse regioni e dall'estero. Un'ulteriore ispirazione della Società Valsesiana Pescatori Sportivi, a fronte dei reali pericoli esistenti sul fiume e per il fiume, ha contribuito alla creazione di un " Comitato di difesa del Sesia", costituito nel maggio del 1985 a fronte di un faraonico e stravolgente progetto di invaso per sfruttamento idroelettrico, poi fortunatamente non realizzato. L'azione del comitato di vigilanza converge sui pericoli possibili creati da numerose piccole derivazioni per impieghi diversi; solo recentemente sono stati quantificati circa una ventina di progetti in cantiere da parte di società private che certamente porterebbero, se tutti realizzati, l'integrità rimasta del fiume a livelli ben diversi dagli attuali, con conseguenze gravi ed evidenti anche per l'ambiente naturale. Pescatori e "difensori" del Sesia si domandano dunque se la Valsesia che si desidera è un territorio naturale integro e a piena vocazione turistica, oppure un territorio derivato, con sbarramenti frequenti ai corsi d'acqua un po' disseminati ovunque. Qui sta il "punctum dolens" del fiume nella prospettiva degli anni 2000; il Comitato ha richiesto uno studio globale del possibile sfruttamento delle acque del Sesia e l'istituzione conseguente di una moratoria sulle concessioni. E' infatti indispensabile continuare la concertazione comune di ogni intervento che abbia a che fare con questa realtà per stabilire una strategia di impatto nei giusti canoni richiesti dall'ambiente e dalle sue relative e irrinunciabili risorse naturali. Forse la costituzione di un "parco fluviale" così come è stato creato per il fiume Socha, affluente dell'Isonzo, vicino al confine austriaco (fiume che sembra essere col Sesia l'unica realtà fluviale europea dotata di particolari risorse) con tutte le assicurazioni garantite dagli enti superiori di tutela, potrebbe creare per il Sesia un contesto positivo di salvaguardia futura, al riparo da ogni rischio. L'intelligente interessamento, continuato e sviluppato nel tempo, da parte di tutte le realtà vive che operano sul fiume, potrà consentire di raggiungere l'obbiettivo e consegnare intatto alle generazioni future questo naturale patrimonio valsesiano. |